digitalizziAmo è un progetto di inclusione digitale attivo nel Lazio, promosso dai Distretti Sociosanitari RM 4.3, RM 4.4, RM 5.2, RM 5.3, RM 5.5, RM 6.6, RI/3 e dal Comune di Vetralla.

Il progetto si inserisce nel quadro PNRR della Regione Lazio e riguarda la creazione di una rete di servizi di facilitazione digitale.
L’obiettivo è ridurre il digital divide e promuovere le competenze digitali tra i cittadini, specialmente quelli più vulnerabili.

Attraverso una rete di 13 Centri di Facilitazione Digitale e oltre 20 sportelli fisici, attivi in più di 30 Comuni, il progetto facilita l’accesso ai servizi digitali per circa 10.000 cittadini, contribuendo a ridurre il divario digitale e a promuovere una cittadinanza digitale inclusiva.

Il progetto si rivolge prioritariamente a anziani, persone con disabilità, caregiver, famiglie in condizione di fragilità, giovani NEET e persone in cerca di occupazione, promuovendo un approccio che integra competenze tecniche e relazionali.
Le attività si svolgono principalmente in presenza, all’interno di luoghi pubblici come Comuni, ASL, scuole, centri anziani, consultori, PUA e biblioteche.

Quando possibile, i facilitatori presidiano anche mercati, eventi locali e spazi informali, con l’obiettivo di raggiungere le persone che, per condizioni sociali o logistiche, hanno minore accesso agli sportelli fissi.

Attività a Sportello

Supporto digitale gratuito, vicino ai cittadini
Gli sportelli di facilitazione digitale offrono un supporto pratico e gratuito per aiutare i cittadini nell’uso delle tecnologie e dei servizi online. Sono attivi settimanalmente presso sedi comunali, URP, biblioteche e altri spazi pubblici nei Comuni aderenti al progetto DigitalizziAmo.

I facilitatori digitali accolgono le persone e le affiancano nella gestione autonoma di strumenti come:

SPID e CIE;
Fascicolo Sanitario Elettronico;
Servizi INPS, PagoPA e prenotazioni online;
Email e PEC;
Navigazione sicura e uso dello smartphone.

L’intervento è personalizzato: si parte dal bisogno espresso, si rispettano i tempi di apprendimento e si costruisce fiducia. Gli sportelli sono aperti anche su appuntamento per garantire maggiore accessibilità.

Hai bisogno di supporto digitale? Scopri lo Sportello Digitale più vicino a te:

DigitalizziAmo RM 4.3: Comuni di Bracciano, Anguillara Sabazia, Canale Monterano, Manziana, Trevignano Romano;

DigitalizziAmo RM 6.6: Comuni di Anzio, Nettuno;

DigitalizziAmo Consorzio Valle del Tevere: Comuni di  Campagnano di Roma, Capena, Civitella San Paolo, Castelnuovo di Porto, Fiano Romano, Filacciano, Formello, Magliano Romano, Mazzano Romano, Morlupo, Nazzano, Ponzano Romano, Riano, Rignano Flaminio, Sacrofano, Sant’Oreste, Torrita Tiberina;

DigitalizziAmo RM 5.2:  Comuni di Guidonia Montecelio, Marcellina, Moricone, Nerola, Montelibretti, Monteflavio, Palombara Sabina, Montorio Romano, Sant’Angelo Romano;

DigitalizziAmo RM 5.5: Comuni di Capranica Prenestina, Castel San Pietro, Cave, Gallicano, Genazzano, Palestrina, Rocca di Cave, San Cesareo, San Vito Romano, Zagarolo;

DigitalizziAmo LT5: Comuni di Gaeta, Formia, Minturno, Itri, Santi Cosma e Damiano, Castelforte, Spigno Saturnia, Ponza e Ventotene;

DigitalizziAmo RM 5.3: Comuni di Casape, Castel Madama, Cerreto Laziale, Ciciliano, Gerano, Licenza, Mandela, Percile, Pisoniano, Poli, Roccagiovine, Sambuci, San Gregorio da Sassola, San Polo dei Cavalieri, Saracinesco, Tivoli e Vicovaro;

DigitalizziAmo Vetralla: Comune di Vetralla;

DigitalizziAmo Ri/3:  Comuni di Casaprota, Castelnuovo di Farfa, Fara in Sabina, Frasso Sabino, Monteleone Sabino, Orvinio, Poggio Nativo, Poggio San Lorenzo, Pozzaglia, Scandriglia, Toffia e Poggio Moiano.

Attività formativa

Percorsi completi: strumenti digitali, protezione dei dati, lavoro e inclusione sociale
I percorsi formativi di DigitalizziAmo sono pensati per accompagnare i cittadini di tutte le età verso un uso più sicuro, consapevole e autonomo delle tecnologie. Gli incontri si svolgono nei centri anziani, scuole, centri diurni, comunità psichiatriche e altri spazi pubblici del territorio, in piccoli gruppi o in sessioni individuali, così da rispettare i tempi e le esigenze di ciascuno.

All’interno del programma trovano spazio anche corsi dedicati a persone con fragilità o esigenze particolari, dove il digitale diventa uno strumento per comunicare, organizzarsi e partecipare alla vita sociale.

Un’attenzione specifica è rivolta ai caregiver, con incontri mirati all’uso di strumenti digitali per gestire da remoto la persona assistita: dispositivi come assistenti vocali (es. Amazon Echo), sistemi di controllo remoto del gas e della luce, sensori di sicurezza domestica e applicazioni per monitorare situazioni quotidiane a distanza.

A supporto di questo percorso, è stata realizzata anche una brochure informativa con consigli pratici e link utili, disponibile gratuitamente al link: guida_domotica_e_cura

I temi affrontati nei corsi comprendono:

uso consapevole dello smartphone;
gestione di email e archivi cloud;
sicurezza online e protezione dei dati personali;
accesso ai servizi pubblici digitali tramite SPID e CIE;
acquisti online in sicurezza;
utilizzo di piattaforme multimediali come YouTube e Spotify;
orientamento al lavoro e strumenti digitali per la ricerca attiva;
intelligenza artificiale: potenzialità e limiti nell’uso quotidiano;
gestione dell’immagine online e identità digitale.

DigitalizziAmo RM 4.3

DigitalizziAmo RM 5.2

DigitalizziAmo RM 6.6

DigitalizziAmo Consorzio Valle del Tevere

DigitalizziAmo RM 5.5

DigitalizziAmo RI/3

Digitalizziamo RM 5.3

DigitalizziAmo LT5

DigitalizziAmo Vetralla

Testimonianze

Ventotene – Una nuova vita e una corsa contro il tempo
A gennaio è diventato papà di una bimba dagli occhi azzurri. A poche settimane dalla nascita, si è rivolto allo sportello di facilitazione digitale di Ventotene per richiedere il Bonus Nuovi Nati, con scadenza fissata al 16 giugno.

Non aveva SPID né CIE ID attiva, mancava l’ISEE, non sapeva dove reperire il contratto di affitto. La moglie, appena trasferita in Italia, non aveva ancora un codice fiscale valido, avendo assunto il cognome del marito in Romania, e i documenti non risultavano registrati.

Nonostante la scadenza imminente, la lentezza dei servizi sull’isola e la barriera linguistica, il facilitatore ha collaborato a distanza e attivato contatti sulla terraferma per completare ogni passaggio. Alla fine, la domanda è stata presentata in tempo.

La moglie ha ringraziato più volte: un piccolo grande risultato che ricorda il valore dell’aiuto concreto.

Dal racconto di una facilitatrice digitale del progetto DigitalizziAmo

Il valore nascosto dietro ogni aiuto
Le storie d’impatto non sono mai una sola. Sono i volti, le mani e i sorrisi di decine di persone anziane incontrate negli sportelli di facilitazione digitale. Ogni incontro è unico, ma tutti sono legati da un filo invisibile: la gratitudine.

Quando un facilitatore aiuta qualcuno a recuperare una password, scaricare un referto o comprendere cos’è lo SPID, nei loro occhi si legge meraviglia, riconoscenza e sollievo. Spesso, il ringraziamento arriva con un sorriso timido, un caffè offerto, un dolce lasciato sul tavolo o una piccola piantina.

Il valore di questo lavoro non si misura soltanto nei servizi erogati, ma nella fiducia che le persone decidono di affidare. Non è sempre facile: bisogna ripetere, adattare, convincere a superare la paura dell’ignoto. Ma nei corsi avviene una trasformazione: la curiosità prende il posto della paura, le domande diventano più sicure e il digitale smette di essere un ostacolo, diventando una possibilità.

Sono queste storie, insieme agli sguardi e ai gesti di riconoscenza, i veri risultati che restano ogni giorno.

Dal racconto di una facilitatrice digitale del progetto DigitalizziAmo

Un nuovo inizio, tra supporto digitale e inclusione sociale
“Daniele” (nome di fantasia) è un uomo seguito dal SerD del distretto. Dopo anni di problemi legati all’alcolismo, sta cercando di rimettere in ordine la propria vita.

La prima volta si è rivolto allo sportello di facilitazione digitale per recuperare l’accesso ai suoi principali account (email, Poste Italiane, ecc.) e per attivare lo SPID. L’obiettivo era presentare la domanda per l’Assegno di Inclusione (ADI).

In collaborazione con l’assistente sociale del PUA e del SerD, il facilitatore lo ha supportato nel completare la procedura. Dopo l’invio della richiesta tramite CAF, non avendo ricevuto riscontri, Daniele è tornato allo sportello per verificare, tramite SPID, lo stato della pratica: risultava sospesa in attesa della valutazione dell’attestazione di svantaggio.

Grazie al confronto con le colleghe che si occupano di ADI, si è compreso che era necessario verificare con l’assistente sociale del SerD se fosse pervenuta la richiesta da parte dell’INPS. Dopo il contatto, è stata avviata la procedura di competenza del SerD e si è in attesa del riscontro ufficiale.

Quando è stato aggiornato sulla situazione, Daniele ha risposto con una battuta: «A te te devono fa’ la statua qua, no a Nerone!», ironizzando sulla statua dell’imperatore presente ad Anzio.

Dal racconto di un facilitatore digitale del progetto DigitalizziAmo

Da un documento sbranato a una corsa contro il tempo

Da quando i vecchi “numeretti” sono stati aboliti, chi vuole la carta d’identità deve passare dal sistema online, e spesso tocca ai facilitatori fare da tramite.

Qualche giorno fa si è presentato un signore distinto, visibilmente preoccupato: il suo cane aveva distrutto il documento. Prenotiamo subito un appuntamento e sembra tutto risolto.

Il giorno stabilito, però, viene respinto all’anagrafe: per un documento distrutto serve una denuncia ai Carabinieri. Torna allo sportello quasi sconsolato, ma il sistema non consente di fissare un nuovo incontro finché il precedente non risulta chiuso.

Il giorno dopo controllo: la prima data libera è il 24 luglio. Mi spiega, con tono serio, che ha avuto un infarto e deve avviare la richiesta di invalidità; senza documento è bloccato in tutto.

Da quel momento controllo ogni mattina come fosse una missione personale. E il 26 giugno compare all’improvviso un posto libero per il 30 giugno: lo prenoto al volo e lo avviso subito.

Poco dopo mi risponde con un messaggio semplice ma sentito:
«Grazie, non so come avrei fatto senza il suo aiuto».

Dal racconto di un facilitatore digitale del progetto DigitalizziAmo